Sfiorato il titolo nella Coppa del Mondo Prototipi dalla BMS Scuderia Italia

 

Una malaugurata foratura non ha permesso alla BMS Scuderia Italia ed ai suoi piloti di lottare ad armi pari con la squadra francese JB Giesse per la conquista del titolo nella Coppa del Mondo Prototipi.

La gara era iniziata nel peggiore dei modi con un acquazzone africano che si è abbattuto sul circuito pochi momenti prima dell'inizio della procedura di partenza e quindi, per ragioni di sicurezza, la stessa veniva ritardata. A questo punto, con il nubifragio in corso iniziavano accese ed estenuanti discussioni con la direzione gara, che vedevano contrapposti gli interessi della BMS, che voleva a tutti i costi partire, e della JB Giesse, che sosteneva l'assoluta pericolosità della pista perorando addirittura l’annullamento della gara. Con questa soluzione la squadra francese sarebbe tornata in patria con il titolo senza aver minimamente combattuto.

Dopo quasi due ore e la verifica delle condizioni del circuito da parte dei piloti più titolati si decideva per l’accorciamento della gara ad un'ora e mezza con partenza in regime di safety – car. Lo start veniva dato alle 16.30 con la pioggia che, oramai cessata, lasciava il circuito ancora allagato in un paio di punti. Dopo una decina di minuti la safety - car abbandonava la pista, dando il via alla gara vera e propria. Bagarre nei primi giri con Pescatori che si portava in seconda posizione, mentre Marco Zadra, bloccato nelle retrovie, faticava ad uscire dalla nuvola di acqua dei piloti che lo precedevano. Vista la situazione, la Scuderia Italia azzardava un cambio di pneumatici anticipato per Marco Zadra, che sostituiva le gomme da pioggia con le slick. Più prudenziale invece la strategia per la vettura di Moncini – Pescatori, che venivano lasciati in pista con le gomme da bagnato.
La gara sembrava mettersi al meglio con Pescatori secondo e Sospiri a remare nelle retrovie in settima posizione, ma appena dopo il primo pit - stop la gara cambiava volto: Pescatori rientrava per il rabbocco di carburante e per il cambio di pneumatici, ma appena rientrato in pista incorreva in una foratura raccogliendo una vite, probabilmente fatta scivolare in pista dal nubifragio, che lo costringeva ad una seconda fermata ai box.
Era l'addio alla possibilità di lottare per il titolo con oltre trenta secondi persi.

Nel frattempo Marco Zadra, grazie al rischioso pit - stop anticipato era passato in testa e viaggiava con una manciata di secondi di vantaggio sulla Lola di Gounon - Bernard, la Scuderia Italia tentava un’ultima disperata manovra, richiamando ai box Zadra e sostituendolo con Christian Pescatori che nel frattempo aveva ceduto il volante in settima posizione ad Emanuele Moncini.
Grazie a questa mossa si riapriva, almeno parzialmente, la possibilità di tentare la scalata al titolo con un pilota.
Ripartito in quarta posizione, grazie anche ai pit - stop degli avversari, Pescatori recuperava posizioni raggiungendo ad una decina di minuti dalla fine un gratificante secondo posto in classifica anche se questo non poteva bastare a battere Collard e Sospiri che viaggiavano in una tranquilla e sicura quarta posizione assoluta.
Nel frattempo Moncini, ricevuta la vettura attardata dalla foratura di Pescatori, riusciva a recuperare una posizione in classifica che gli permetteva di inserirsi al terzo posto nella classifica finale della Coppa del Mondo al debutto in questa categoria.

Con la Lola - Judd di Gounon - Bernard in prima posizione con oltre quindici secondi di vantaggio sulla Ferrari 333 SP di Pescatori, con Alex Caffi e la Riley & Scott - Judd in terza e con Collard in quarta posizione, si concludeva la corsa che vedeva così sfuggire di mano il titolo piloti alla BMS Scuderia Italia per soli tre punti. Secondo posto per la BMS anche nella classifica per Team.

Kyalami, 28 novembre 1999.





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