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La Scuderia Italia esordisce nel Campionato del Mondo di Formula 1 nel 1988, con la monoposto BMS Dallara 188 equipaggiata con un propulsore Ford Cosworth V10. La vettura discende direttamente da un modello di F.3000 che vedete nella foto qui accanto.

Per il primo anno viene schierata solo una monoposto, pilotata dal bresciano Alex Caffi, in modo da fare apprendistato nel difficile Campionato di Formula 1.

I primi passi della BMS Dallara 188
La presentazione a Ghedi

La presentazione dalla vettura definitiva avviene il 7 aprile 1988 all'aerobase di Ghedi (Brescia) in cui stazionano i leggendari caccia Tornado del 6° Stormo dell'aviazione Militare Italiana.

Ha così inizio l'avventura in Formula della Scuderia Italia e già il primo anno, nei circuiti più guidati come quelli di Monaco e Ungheria, le prestazioni della monoposto sono assolutamente soddisfacenti, alla pari con avversari presenti da parecchi anni sulla scena mondiale.

 




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La Squadra nel 1989

Il 1989 è l'anno in cui tradurre in risultati l'apprendistato del primo primo anno. Le monoposto schierate raddoppiano ed al giovane Alex Caffi viene affiancato l'esperto Andrea De Cesaris. Questa volta a portar fortuna alle nuove BMS Dallara 189 vengono scelte niente meno che le Frecce Tricolori, tracciando un legame di continuità, anche sotto questo aspetto, con l'anno passato. La presentazione nel 1989
Il podio di Andrea De Cesaris
I risultati raggiunti hanno dell'incredibile: al secondo anno di partecipazione la Scuderia Italia si permette di conquistare non solo dei punti mondiali,l'obiettivo prefissatosi ad inizio stagione, ma anche uno strabiliante terzo posto nel Gran Premio del Canada con Andrea De Cesaris (vedi foto) e l'ottavo posto nella classifica del Mondiale Costruttori. Insomma, in soli due anni piovono risultati di assoluta rilevanza, che premiano la grande costanza ed umiltà con cui la giovane squadra bresciana si impegna.



Campionato del Mondo di Formula1


La lettera di
Giuseppe Lucchini

Giuseppe Lucchini

L'anno 1990 rappresenta un anno di transizione: lo sviluppo della Formula 1 è in costante accelerazione, mentre il motore V8 Ford che equipaggia la BMS Dallara 190 è abbastanza attardato per quel che riguarda potenza, regime di rotazione ed affidabilità. La vettura risulta così poco competitiva e soprattutto estremamente inaffidabile; i piloti Emanuele Pirro ed Andrea De Cesaris faticano in gara, pur facendo segnare qualche exploit di assoluto rilievo nelle qualifiche delle piste più guidate. Già alla prima gara De Cesaris sigla il terzo tempo assoluto nel GP degli Stati Uniti a Phoenix ma deve arrendersi in gara proprio per un cedimento del propulsore. Ha così luogo un'annata difficile, avara di soddisfazione ma che porta comunque all'acquisizione della fornitura di motori ufficiali Judd, che, come vedrete, assicurano alla Scuderia Italia le prestazioni ideali per ottenere altri importanti risultati nel 1991




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